postato da araihc alle ore 10:14
domenica, 27 luglio 2008

 
Lo so, sono imperdonabile.
Ormai è quasi un mese che non aggiorno più.
Sto trascurando il blog.
Perchè?
 
Mah, fondamentalmente perchè ho vissuto delle settimane molto piene.
E' vero, mi sono sbattuta tra le solite mille cose: lavoro, studio, amici, compere e preparativi per le vacanze. Eppure, tempo di aggiornare ne avrei avuto eccome.
Perchè non l'ho fatto quindi? Oggi scherzando ho detto che il problema è la mancanza di stimoli. Niente di più falso.
 
La verità è che per me la scrittura è una forma d'arte, e l'arte purtroppo nasce dalla sofferenza. Una delle mie cantanti preferite, molto tempo fa, disse che tutte le sue canzoni erano estremamente tristi perchè non riusciva a scrivere nulla quando era di buon umore. Non è un luogo comune. Forse è perchè abbiamo molti più termini per descrivere la malinconia. Forse ci frustra il non saper rendere a parole la gioia. Soprattutto il non riuscire a renderla con la stessa intensità. Forse, molto più semplicemente, quando si è felici ci si limita a vivere e ci si immerge un po' meno nelle più cupe riflessioni.
 
Stavolta però, mi sono un po' forzata a lasciare una piccola traccia. Domani finalmente parto, e starò via quasi un mese.. meglio farmi sentire, sennò qualcuno potrebbe anche allarmarsi e chiamare la polizia!
 
E ora un po' di gossip:
1) Domani parto con 4 amici (?!)
2) Destinazione: Barcellona!
3) Periodo di permanenza: 10 giorni tondi tondi
4) Giorno del rientro: esattamente il 6 agosto (per i più distratti, si tratta del giorno del mio compleanno!)
5) Meta successiva: Giungatelle, paesino in provincia di Salerno (credo)
6) Andiamo in aereo? Ma certo che no! Abbiamo deciso di spararci 10 fantastiche ore di treno!
7) Partiamo qualche giorno dopo? Ma certo che no! Correremo come disperati da Malpensa a Centrale per riuscire a prendere sto benedetto treno al volo
8) Mi accompagna lo stesso gruppetto di sventurati Barcellonesi? Ma certo che no! Ne perderemo uno per strada
9) Ci divertiremo? Ma certo che no! Ops.. ehm.. chissà! Però mi sento quasi di dire: Ma certo che sì!
 
Vi aspettavate un altro tipo di gossip eh birichini..?
E invece.. nada!
Ne riparleremo, forse, a settembre.
Buone vacanze a tout le monde!
 
 
 

 
<<Di te mi piace persino trovare i tuoi capelli rossi sparsi per casa perchè sono una traccia della tua presenza nella mia vita>>
 
Permalink ? commenti (1)?commenti (1)(popup)
categoria :

postato da araihc alle ore 22:50
martedì, 01 luglio 2008

'Orcatroia!

Quale inizio migliore per un post o una conversazione?!

Oggi è il gran giorno. Io Andre e Giada partiamo per Torino.
(In realtà, come si può intuire, il termine "oggi" è usato a sproposito perchè sto parlando della nostra gita fuori porta di mercoledì 25.. ma nella finzione letteraria tutto è concesso no?)

Sei ore di lavoro al centro estivo, giusto per spomparmi un po'.
Doccia veloce, scelta dei vestiti e delle scarpe (ahinoi!), borsa pronta e VIA, si parte!
Primo punto dolente: il treno per Torino non ha l'aria condizionata.
Secondo punto dolente: è l'interregionale sì economico, ma che fa tutte le fermate. Ore di viaggio previste: due.
Terzo punto dolente: il tizio seduto davanti a noi ha non UNA ma ben DUE gigantesche focacce.. e per di più ALLA CIPOLLA. Tra l'altro è l'unico essere umano di sesso maschile che mastica ogni boccone almeno
200 volte prima di mandarlo giù.

Comunque, in un modo o nell'altro, riusciamo ad arrivare sani e salvi a Torino. Ma sudati. Molto sudati. <<Che ore sono?>> <<Le 6 e mezza>> <<E a che ora parte la navetta per Venaria?>> <<Alle 6 e 35>> <<Sti cazzi!! Corriiiii!!>>

Ovviamente la perdiamo. Poco male, proprio da quelle parti passa anche l'11. Che è pure più economico. Quando saliamo capiamo il perchè: invece che raggiungere direttamente Venaria attraversa tutta la città
e giunge infine alla reggia dopo 38 simpatiche fermate. Tempo di percorrenza: 45 minuti.
E così, si fanno in un battibaleno le 19,32. In realtà in un battibaleno mica tanto, psicologicamente credo sia stato uno dei viaggi più lunghi ed estenuanti della mia vita. Scendiamo dall'autobus e iniziamo a correre. 

<<Se il concerto è iniziato puntuale L'Aura sta cantando da due minuti>>.
Sappiamo benissimo che le parole "concerto" e "puntuale" non vanno molto d'accordo, per fortuna, però nel dubbio corriamo come se fossimo inseguiti da un branco di bufali. I bufali, in realtà, ce li
mangeremmo volentieri a questo punto della serata. La fame inizia a farsi sentire e il lunghissimo vialone pedonale che separa la fermata dalla reggia, ovviamente, è zeppo di bar, ristoranti, negozi di alimentari, chioschetti, caramellai. E noi, ovviamente, non possiamo fermarci.

Dopo un'eternità, raggiungiamo finalmente la villa. Le 8 meno un quarto. Forse ce l'abbiamo fatta!
<<Scusi,>> chiediamo al punto informazioni <<dov'è il concerto? E soprattutto, quando inizia??>>
<<Tranquilli, inizia alle 8. Comunque girate a destra, poi a sinistra, fate altri 500 metri e siete arrivati>>
Impallidiamo. Io sento che se faccio un solo altro passo svengo.
<<Ma laggiù si può acquistare del cibo?>>
<<No>>
(AUTOCENSURA)

Dopo aver respirato a fondo, decidiamo di prenderci una focaccia calda poco più in là, prima di iniziare l'ultimissima parte del tour de force. Il tizio del bar è l'unico essere umano nei paraggi che riesce
nella difficile impresa di essere più sudato di noi. Si toglie il sudore dalla fronte con la stessa mano che gli servirà per prendere le nostre focacce. Le mette a scaldare. Giada si avvia perchè con i suoi tacchetti è la più lenta. Io e Andre scalpitiamo. Le 8 meno 10. <<Ce le tiri fuori?? Le mangiamo così>>. E parte una dissertazione sulla temperatura ideale del cibo e su quanto faccia male mangiare roba fredda.

Quand'ecco che, improvvisamente... squilla il telefono.
<<Andre, qui si sente L'Aura che sta cantando Cos'è!!>>
<<PORCO ***>>
ci facciamo ridare le piadine (che sono incandescenti), corriamo a perdifiato, raggiungiamo e superiamo Giada, continuiamo a correre e correre e correre. Parte la seconda canzone. Life on mars. I cancelli
sono ancora lontani. Poi, però, un tarlo s'insinua nelle nostre menti. E se fossero le prove??? L'Aura sta amabilmente chiacchierando coi fonici. Sì, devono essere le prove!! Raggiungiamo i cancelli senza ormai un briciolo di fiato. Un omone gigante ci si para davanti. <<Scusi, stanno facendo il check?!>> <<Che??>> <<Il check, stanno facendo il check??>> <<Le prove!>> <<Eh sì, son le prove queste??>> <<Sì>> <<DIO ESISTE!!>>

Ovviamente, poco più in là scopriamo l'esistenza di un ricco buffet (ormai ai concerti di L'Aura ci perseguita..) ma pazienza, quella corsa a rotta di collo per le emozioni che ci ha dato è valsa da sola il prezzo del biglietto (e anche molte vesciche)

In realtà sul concerto in sè e per sè non c'è molto da dire. E non prendetemi alla lettera. Ci sarebbe TROPPO da dire, e questo troppo non è traducibile a parole. L'Aura è stata meravigliosa. Finalmente si sentiva bene, finalmente la band sembrava divertirsi davvero, finalmente gli strumenti non soffocavano la sua voce. Nel sito aveva annunciato di aver imparato nuovi giochetti vocali, e finalmente abbiamo potuto goderne. Peccato solo che non abbia fatto Piove. Anche se probabilmente, se l'avesse fatta, sarei morta sul colpo. Grazie L'Aura allora per avermi lasciata in vita! E poi Alanis.. beh, purtroppo è un'artista che conosco fin troppo poco e che avrei preferito apprezzare in versione acustica. Ha una carica straordinaria, emana un'energia che attrae il suo pubblico verso di lei. Non si riusciva a stare fermi sulle sedie. Non potevamo rimanere in dodicesima fila. A metà concerto eravamo seduti per terra in quarta fila, dopo i bis il pubblico si è compattato tutto in piedi sotto al palco. Lei sorrideva, non sembrava per niente turbata dalla cosa. Quelli della security un po' di più, dato che in teoria non si poteva neppure fumare in quello spazio. Alla fine eravamo tutti in mezzo metro quadrato o addirittura in piedi sulle sedie, con sigarette accese e videocamere spianate. Si potevano scattare delle foto aeree della progressione della serata e intitolare la sequenza "Il popolo narcotizzato va finalmente verso la rivoluzione".

L'ultima cosa degna di nota, prima di concludere finalmente questo post lunghissimo ed estenuante, è sicuramente l'incontro con L'Aura. Adoro incontrarla, adoro parlarle. Adoro anche il suo chitarrista, che ho scoperto essere molto simpatico. Adoro sedere a un tavolino con lei, con una birra davanti e una decina di persone intorno. Oggi finalmente ce la siamo vissuta in maniera diversa. Un po' come ai vecchi tempi. E siamo felicissimi che sia andata così! 'Orcatroia!! 

 blog1
blog3

blog4

 

Permalink ? commenti ?commenti (popup)
categoria :