"A shower of pure joy" cantava Elisa. In quel momento le porte della metro si sono asperte e sono scesa. Fermata: Gioia.
Mah, altro che gioia qui. Sono spenta. E' una sensazione che ho provato molte volte, nella mia vita. Devo ancora trovare un equilibrio, e questa ricerca, come al solito, fa male. Ma almeno c'è il teatro! E' uno dei miei pochi punti fermi. E c'è Andre.
"Sai, quando sono con te, quando parlo con te, non mi sento nè un uomo nè una donna. Mi sento una persona."
E come al solito mi ritrovo a lottare contro la percezione di me. Che palle. E' una cosa che si ripresenta ciclicamente, e non posso farci niente. Però il problema è che non riesco a rassegnarmi. Ci sto male tutte le volte, è incredibile, sono proprio masochista forte. E mi ritrovo tantissimo in una frase che ho sentito recentemente in un telefilm: "E' proprio da te. Ti metti davanti due scelte, tra tutte quelle possibili. Ma la cosa incredibile è che fai in modo che, qualsiasi delle due tu scelga, tu perdi"

Il punto è che io una mia identità ce l'ho, e ben forte, ma le persone non riescono a percepirla immediatamente. Non sanno dove collocarmi. E così, banalmente, io sono quasi sempre nel mezzo. In università, ad esempio, non appartengo al gruppo degli sfigati perchè sono "altro". Loro lo percepiscono e io pure. Non mi accetterebbero mai. Così come non appartengo al gruppo di quelli che "ci stanno dentro di bestia". Nè al gruppo degli "alternativi". Nè a quello dei "ciellini", o "arrabbiati", o "intellettuali". Non amo isolarmi, mi piace stare in mezzo alla gente più di quanto a prima vista sembri. Ma mi trovo veramente bene solo con le anime affini a me, quelle che sfuggono alle classificazioni. Il problema è che ce ne sono davvero poche.
Per carità, non storcete il naso, non sto dicendo che io sia migliore o più complessa di altri. Non sto dicendo che la maggior parte delle persone sia riducibile a una categoria, a una classificazione. Sto solo dicendo che sono più facilmente inscrivibili in una classificazione perchè hanno magari una caratteristica dominante. Hanno questo marchio che gli permette di riconoscersi tra loro.
Comunque non sono una disfattista e so già come andrà a finire. Non mi autoflagellerò nè condannerò alla solitudine totale. Tra qualche giorno troverò un equilibrio e sarà tutto più facile, sia se sceglierò la strada del rifiuto sia se sceglierò quella della (un po' forzata) integrazione