postato da araihc alle ore 13:57
mercoledì, 23 maggio 2007

A little over zero

What shall I do just to feel a little over zero?
A little over…
Now that I'm sadness
Now that I'm weakness
Gonna walk like it's forever
Gonna walk because it would save me
For my fragility could kill me
Is this the best I can be?
Is this the best I can give?
'cause I wanna break out
'n just live my life…
Yeah, I wanna wake up
'n find out I'm alive…
A saint for each bone
Would be magical
It would feel so all consuming
That I'd burn up just like paper
And my serenity it would kill me so…
Is this the best I can be?
Is this the best I can give?
'cause I wanna break out
'n just live my life
I wanna wake up
'n find that I'm alive
I wanna break out
'n just live my life
I wanna wake up
'n find that I'm alive,

I'm alive, I'm alive, I'm alive…
Is this the best I can be?
Is this the best I can give?
Is this the best I can give to you?
Is this the best I can give to you?

Permalink ? commenti (2)?commenti (2)(popup)
categoria :

postato da araihc alle ore 22:20
lunedì, 21 maggio 2007

Sono un'inconcludente del cazzo.

Quando ho iniziato a scrivere il post su Berlino, ad esempio, già sapevo che non lo avrei mai finito. Non è da me iniziare una cosa e portarla a termine. Cristo.

Va bene, stavolta mi sforzerò di pubblicare almeno un surrogato. Questo è la (bella) cronaca di Vanessa sui giorni mancanti, copio/incollo e modifico qua e là. Oddio, più qua che là. Col senno di poi l'ho quasi stravolto O_o. Scusa Vane, ma sai che ho sempre bisogno di rendere tutto un pochino mio..! So che ormai non ha molto senso tornare a parlare di Berlino, ma lo farò lo stesso. Dopotutto il blog è mio, questo è territorio mio e ci faccio quel che mi pare no?!

1 Maggio
 
Il piano era PicNic Multietnico + manifestazione!
Ma purtroppo ci alziamo tardi. Andiamo a comprarci della sana frutta e iniziamo il giro turistico: Teatro Esambles fondato da Brecht, GendartMarkt (una piazza davvero deliziosa), Babel Platz (dove i nazisti bruciarono i libri che andavano contro il regime), FriedrichStrasse, CheCkpoint Charlie, Cioccolateria più grande della Germania dove stavo per avere un orgasmo gustativo e LUI, il Quartiere Ebraico. L'atmosfera che si respira in quel quartiere la si può solo provare. Per caso troviamo il Tacheles e il famosissimo Cafè Zapata. E ne rimaniamo incantante. Stranieri che ballano su un Volskwagen scassato, birra, sabbia, due ragazze che fanno le capriole in uno spiazzo, i loro sguardi, i murales, salire le scale e trovare un mondo di arte, libero e autonomo. Musica, parole di cui non conosci il significato ma che ti sembrano così familiari. E la Sinagoga che si intravedeva e i raggi del sole che le conferivano un aspetto ancor più magico. Dorata, maestosa e tremendamente affascinante.
 
Dopo questa bellissima esperienza ci siamo sdraiate su un bel prato a parlare e a decidere per la sera. Mangiamo fuori. (Io prima vado alla disperata ricerca di un paio di calze perchè ho la gonna e tanta paura di morire congelata. Le trovo in un super rimasto miracolosamente aperto, ma mi stanno tre volte O_o ndr) Cena tipica : si mangia renano! Il posto è molto carino e il cibo è buono, peccato che io Chiara e la Fra prendiamo due Sanguinacci arrosto alias BUDELLA! 
Abbiamo capito che con il cibo siamo sfigate.
 
Serata al Rock It, la discoteca della mia vita, dove abbiamo potuto danzare sulle note dei Muse, dei Placebo, dei System tutte in una volta!!! Abbiamo saltato, sudato, pogato. Siamo cadute, abbiamo girato. Abbiamo bevuto, abbiamo riso. Ci siamo abbracciate, baciate. E' stata la ballata più bella della mia vita!!! Tornate a casa una bella cannetta con lo svuotino (il mio tentativo di tirare su una canna è miseramente fallito) e a nanna! 

2 Maggio

Risveglio particolare. Sento delle voci ma ancora non riesco a distinguere le parole. Parlano in inglese. Sono impazzite??!! -mi chiedo- E invece no! Sulla porta c'è proprio lui : JOHN COZY!!!!! Che ci dice che dobbiamo andarcene fuori dalle palle perchè avevamo prenotato fino alla notte dell'uno.  Appena capisco le intenzioni dell'uomo senza volto comincio a sbraitargli contro (ovviamente in italiano). Lui si congeda con un (poco) rassicurante : " Don't worry! "
Chiara ed Erika, in cerca di spiegazioni, incontreranno nei meandri dell'ostello un personaggio particolare (oltre che orribile): una donna sui 90 kg, vestita da cowboy che comincerà un monologo di 20 minuti buoni il cui succo era: andatevene fuori dai coglioni perchè io devo far arrivare altra gente! Poi se volete tornare alle 5, forse, vi troviamo una camera. Il forse ci aveva alquanto inquietate. Ma no problem, 10 minuti dopo torna John e ci dice che è tutto a posto e di scendere a pagare la notte. Tra l'altro Chiara continua a ridergli in faccia e ciò produrrà in lui una sorta di razzismo per gli italiani, soprattutto se biondi o con gli occhi chiari.
Dopo tutto questo prologo passiamo al racconto della giornata.
Museo Ebraico: angosciante, emblematico, interessante. La cosa più forte è stata camminare su questo tappetto di dischi ferrosi che rappresentavano visi, una distesa lunghissima di volti che seppure statici sembravano URLARE. Una distesa che terminava in un punto buio e finito e che eppure sembrava infinito. Un suono pungente quando ci camminavi sopra, il disorientamento, la nausea. Il freddo e lo straniamento. Quei dischi di ferro ti guardavano e sembravano sputarti addosso, ferocemente.
Per Francesca è l'ora di partire, lei torna un giorno prima. Noi finiamo di vedere il museo ebraico, ci nutriamo di hot dog (stomaco addio!) e ci imbattiamo nella fontana del LISOMUCIL!!!! E poi VolskPark, il parco della mia vita, pieno di giochi, un lago, scoiattolini che giocano a un metro da noi, punk con le chitarre, musica, ragazzi che disegnano murales. Vita. Ecco quello che vedevi. Poi cena al baracchino Kebab con narghilè. Ce lo fumiamo in compagnia di un etiope che vive a Copenaghen. E' un bel ragazzo ed è piacevole chiaccherare con lui. Ed è divertente osservare come ognuna di noi ha il suo modo tutto particolare di fumare! Più tardi ripassiamo dal centro sociale (di sera è un po' una delusione..) e poi in un locale indiano a bere infusi e a farci foto idiote (che erika ci deve ancora far avere!!!!)
Nel tornare a casa incontriamo un bel pò di personaggi singolari.
Al 3° posto l'italiano di Genova a Berlino per l'Erasmus con cui facciamo avanti e indietro per mezza Berlino alla ricerca di un bus notturno.
Al 2° posto il pazzo che si piscia addosso e che fanno salire sul bus (assurdo: l'autista mi fa buttare la birra ma fa salire il piscione!!)
Al 1° posto LUI : PRRRRR!!!! Il ragazzo delle pernacchie che tanto arrapava la Fra!!!! 
 
Tornando a casa scherziamo sulle nostre valigie. " AHHA HAH metti che le troviamo fuori, tutte aperte!! HHAHAHAH Metti che troviamo un'altra persona in camera.HAHHAHA
Mai scherzare su queste cose!! Arrivate in ostello troviamo le nostre valigie nel corridoio e una ragazza (muta) nel letto della Fra!! Tra l'latro ci hanno anche tolto le lenzuola e ci tocca dormire sul materesso!
Così termina la nostra ultima notte berlinese.
 
3 Maggio 
 
Ci alziamo belle rincoglionite e andiamo a fare il check out. Questa mezza giornata la passeremo con valigie e borsoni a tracolla e la povera Grazia maledirà il giorno in cui ha avuto la brillante idea di portarsi il borsone al posto del trolley!
Siamo a Berlino e non andiamo a vedere lo scorcio di muro rimasto in piedi?! Non sia mai! Ci dirigiamo con baracche e burrattini verso East Side Gallery, ossia quella parte di muro dipinta da 118 artisti internazionali. E' stato emozionante. Sentire, toccandolo, che quello non è solo un semplice muro bensì un pezzo di storia. Un'opera d'arte che descrive la felicità di quei primi mesi dopo la fine di un incubo, quando tutta la Germania pianse di gioia.
 
Ci resta qualche minuto. Decidiamo di andare a vedere il Monumento commemorativo all'Olocausto : Blocchi di cemento scuro, alcuni grandi alcuni piccoli, alcuni alti e altri bassi. Il pavimento inclinato senza un criterio. DISORIENTAMENTO. A volte basta poco per colpire nel segno.
 
Frasi famose:
"Mi raccomando, non prendiamo tutte lo stesso piatto, così se non ci piace assaggiamo gli altri"
Fra: "Chiara ogni volta che mi vede si eccita"
Chiara: "Vi chiedete mai cosa sono quei puntini luminosi che si vedono quando fissate il cielo?!"
Grazia: "Come sarà il narghilè alla grappa?" In coro: "Ma grape è l'uva!!! O_o"
Vane: "Cosa facciamo domani?"  Erika: "Ci alziamo"
Fra: "Cosa pensi di me?!"  Grazia: "Sarebbe stato peggio se fossi stata insipida!"
Permalink ? commenti (1)?commenti (1)(popup)
categoria :

postato da araihc alle ore 13:40
giovedì, 17 maggio 2007

Oggi mi sono alzata in modalità <<esseri umani state alla larga>>. Il problema è che gli uomini sono un po' come i cani, le sentono certe cose. Non riesco ad essere lucida, e mi dispiace, soprattutto perchè avevo appena ritrovato il mio lato più socievole. Non posso permettermi di risprofondare chissà dove e ricominciare tutto da capo.
A dir la verità, ora che ci penso, mi tocca ricominciare da capo tutte le volte che conosco qualcuno. Per questo faccio così tanta selezione all'ingresso. Già è un parto instaurare un dialogo con quei pochi eletti!
Ma forse è proprio in questo che sbaglio.. Non dico che sia un errore fare selezione, ma forse per ora ho sbagliato i criteri. Sto pensando alle mie relazioni di amicizia e a pseudostorie varie. Dai tempi dei tempi dei tempi ricordo di essere stata sempre scelta. (Quasi) tutte le volte che ho scelto io mi sono clamorosamente sbagliata. Venivo tendenzialmente scelta da persone che pensavo non avessero niente a che spartire con me. Invece poi funzionava. Incredibilmente funzionava. No, in realtà non era così incredibile. In realtà ci si scopriva affini. Quelle persone che mi attraevano tanto invece si dimostravano quasi sempre evanescenti, o ridicole, o "fumogene".

Bel casino. Tanto più perchè ho scoperto, grazie ad una conversazione con la Fra, di non essere in grado di stare da sola. Pensavo di essere bravissima a star da sola, non ho storie fisse da quasi due anni ormai. Invece no. Ho sempre sublimato il rapporto amoroso coi miei rapporti di amicizia, ho sempre avuto almeno un punto di riferimento, almeno una persona da cui tornare, almeno una persona di cui fidarmi e a cui confidare tutto. Ma proprio tutto. Almeno una persona che mi appoggiasse. Quando è stata l'ultima volta che ho preso una decisione da sola? Quando è stata l'ultima volta che ho scelto qualcosa senza chiedere consigli?
In Irlanda ci vado, ma non da sola, per carità..
Per la vacanza a chi mi aggrego?
Chi viene al concerto con me?
Chi fa il corso di fotografia con me?
E quello di teatro?


E se nessuno fosse disposto?! Nove volte su dieci rinuncerei a fare quello che desidero.
Il mio lato ottimista mi dice che nove è già un inizio. Averne preso consapevolezza in fondo è già qualcosa.
Ma non basta
Permalink ? commenti (1)?commenti (1)(popup)
categoria :

postato da araihc alle ore 12:58
venerdì, 11 maggio 2007

Stamattina, alzandomi, ho sentito un sapore nuovo. Ho sentito un certo malessere fisico con la consapevolezza, però, che fosse solo fisico. Ho sentito una sorta di vertigine mentale. Un cercare qualcosa che era sepolto dentro me per poter ricominciare.

FLASHBACK: poteva essere questo martedì. Passeggiavo nel parco dietro casa e pensavo che mai mi ero ritrovata a dover accantonare tutto così. Sentivo che dovevo assolutamente rompere anche l'ultimo legame con questi mesi appena trascorsi. Non per dimenticare però. Dimenticare equivale a rinnegare. Sono stata tentata, lo ammetto. E' sicuramente la strada più semplice. Ma poi ho pensato che sì, in quel caso sarebbe stato davvero tutto inutile. In quel momento ho visto un quadrifoglio. Situazione un po' da film , lo so. Sorrido estasiata. Sono passati anni da quando ho trovato il mio ultimo quadrifoglio. Lo raccolgo e lo porto con me.

Un sapore nuovo, dicevo. Ma è un nuovo che sa di passato, riuscite a capirmi? No, non leggete quella parola sotto una luce negativa. E' stato così dolce incontrare Dolores e realizzare il mio sogno di ragazzina. E' così piacevole il ricominciare un'amicizia da zero, senza rancori per quello che è successo. E' un nuovo che sa di passato, capite?

FLASHBACK: mi sveglio e decido di non andare al lavoro. Domani parto per la Germania, ho ore di sonno arretrate, non posso arrivare lì già stanca. Mi giro e mi riaddormento. Quando riapro gli occhi vedo solo tanta luce, bianca. Luce di una domenica mattina. Luce primaverile. La stessa luce che ho visto tante e tante volte da bambina. Quanto tempo era che non dormivo con le tapparelle alzate? La finestra è aperta, entra aria fredda. Sto bene.
 

Permalink ? commenti (3)?commenti (3)(popup)
categoria :

postato da araihc alle ore 14:25
giovedì, 10 maggio 2007

Bright eyes
 
Dal blog di andre:
 
Il 6 maggio 2007 me lo ricorderò. Verso le due devo andare a Milano con Chiara, agli studi della rai. Perchè? C'è la prima donna della sua vita. Dolores O'Riordan ad "Aspettando quelli che il calcio..." per la promozione del nuovo singolo e dell'imminente concerto. Avremmo potuto risparmiarci tutti quei "Non riusciremo a vederla, sicuro... vabbeh proviamo, tanto.." perchè un gentilissimo guardiano ci fa avvicinare alle porte da dove sarebbe uscita. Noi eravamo ancora un po' scettici in realtà, ma poi... "Oddio Chiara girati... Oh madonna santa..." e lei esclama qualcosa di stupendamente puro che assolutamente non ricordo. La sensazione è quella di una mazzata allo stomaco. Tremiamo tantissimo, ci avviciniamo in silenzio e più increduli di prima... io scatto le foto più mosse della mia vita, Chiara è bellissima. Piange... Si avvicina piano ad una Dolores estremamente colpita e calamitata da quelle lacrime. Faccio loro delle foto, si tengono un po', due minuti più tardi l'autografo "To Ciara * Dolores O'Riordan". E si guardano... hanno l'una gli occhi più belli dell'altra... E hanno l'una gli occhi che cercano quelli dell'altra... Anch'io faccio la foto con lei, che subito mi chiede "Is she your girlfriend?", che tenera! E la stringo, la voglio sentire sulla mia pelle. E' bellissima... (peccato per la cammionata... e per il marito... ma è stata incantevole nel saltino per catturare quel pioppo che passava di lì!) E' andata... allora restano soltanto gli studi rai, delle sane chiacchiere con delle fan e tanta emozione da domandarsi se tutto questo fosse successo davvero.
 
Di quel giorno ricorderò soprattutto l'indecisione e la rassegnazione. E l'incredulità. E quei suoi occhi puntati nei miei. E quel "you have so bright eyes!". E il momento in cui, colpita dalle mie lacrime, mi ha attirata a sè e schioccato un bacio sulla guancia. Ricorderò la sua dolcezza. E le chiacchiere con gli altri fan. E tutte quelle foto.
Ancora non mi capacito delle mie lacrime. Mi succede così raramente di piangere di gioia..! Solitamente piango per rabbia, è l'unico sentimento che riesce a smuovermi. Ma non questa volta. Vorrei dire moltissime altre cose, ma le parole non basterebbero mai. Vorrei concentrare tutto quello che ho sentito in una frase, o una parola, ma sarebbe impossibile. Ma forse è possibile renderlo con un'immagine!
 

img511/6551/p1020147bp3.jpg

Permalink ? commenti (1)?commenti (1)(popup)
categoria :

postato da araihc alle ore 12:39
venerdì, 04 maggio 2007

Dal blog della Fra:

IT IS ONLY AT THE COCA?

Ci ho messo un po’ per capire cosa intendesse Chiara con questa frase.
Quando ho realizzato il senso (cercava un calippo che non avesse il gusto coca cola) sudore freddo ha cominciato a colarmi copioso sul volto. In un attimo ho realizzato due grandi verità:
-  se malauguratamente passerò l’esame di inglese non sarà certo grazie a Chiara, alla quale mi sono affidata speranzosa in tutti questi mesi.
-  se volevamo sopravvivere nella TETESCHIA io e il mio inglese maccheronico ma semi-sensato avremmo dovuto prendere le redini della situazione.

Senza contare poi Vanessa. Se Chiara se non altro provava a dialogare ma puntualmente si incartava e scoppiava a ridere, Vanessa era molto ma molto peggio. Era la prima a prendere l’iniziativa qualunque cosa dovesse chiedere, e correva di qua e di là fermando le persone, dimenticandosi puntualmente che non sapeva in alcun modo come farsi capire. Ma che problema c’era? Lei parlava in italiano, magari eliminando articoli e avverbi e sillabando, ma pur sempre in italiano, e quelli le rispondevano in tedesco (suppongo per dirle“che cazzo stai dicendo?”) e a quel punto lei impazziva e si rivolgeva incazzatissima verso di noi, sbraitando che non capiva un cazzo, e sti poveri cristi vedevano solo uno scricciolo biondo e inviperito che faceva brutto in una strana lingua. E questa medesima scena sarà capitata 500 volte. Incredibile che non siamo state massacrate

Ahahahahahahahahah!!!!!!
Beh, a parte questi piccoli inconvenienti linguistici è stato un viaggio fantastico!!
Sei giorni di sfighe continue, di freddo allucinante, di piani saltati, di scleri esistenziali. Ma se non ci fosse stato tutto questo dove sarebbe stato il divertimento?!?!
Il viaggio è iniziato nel migliore dei modi, con l'aereo in ritardo di un'ora. Abbiamo avuto modo di parlare di orgasmi e penetrazione mentre la Fra faceva un disegnino sul mio quadernetto. Parentesi: all'inizio tutte dileggiavano il suddetto quaderno trattandomi come una preadolescente complessata. Alla fine della vacanza invece, ovviamente, facevano a gara per scriverci su!
La giornata prosegue: andiamo nel quartiere più gaio di tutti giusto in tempo per ordinare 5 piatti di nachos in un messicano (cazzo, si chiamavano tortillas! qui le tortillas sono un'altra cosa O_o) e farci rimbalzare da un locale perchè non sembriamo lesbiche.. infastidite e inacidite abbiamo ripiegato su una discoteca etero in alexander platz ma non ci è andata molto bene: ingresso a 10 euro senza consumazione e musica estremamente sonnolenta.
Il secondo giorno vengo svegliata da quelle due cretine di Vanessa e Grazia che bussano disperatamente perchè son rimaste chiuse fuori dalla stanza. Complimentoni! La Fra, ancora più incazzosa, esordisce con la frase "oggi fate tutto il giorno quello che volete, ma da domani si ripristinano i poteri!". Ho come la sensazione di essere finita in un covo di decerebrati O_o
Facciamo una splendida passeggiata lungo la Sprea, fino alla Porta di Brandeburgo e dintorni. Fa un freddo porco quindi decidiamo di prendere un autobus a caso e vagabondare. Non so come arriviamo allo zoo e ci lanciamo nel gioco più intelligente che riusciamo a concepire: aspirare elio da un palloncino! Tipo che lo facevo alle medie O_o
La sera ci acconciamo per le feste e decidiamo di prendere un taxi per andare in dicoteca. Bene. Poteva essere aperta? Certo che no! Il taxi ci scarrozza avanti e indietro ma è tutto chiuso. Berlino sembra in lutto. Per non prosciugare le nostre finanze ci facciamo lasciare davanti ad una stazione. Chiusa. Prendiamo un sacco di freddo e il primo tram. Un'anima pia ci indica il cammino fino al bus notturno. Concluderemo mestamente la serata in un internet point che c'inzuppa di fumo e birra.
Terzo giorno: decidiamo di fare le turiste fino in fondo e andiamo allo zoo. Niente di trascendentale, a parte il rinoceronte impazzito, le scimmiette e la tigre-dio-che-bella-dio-sto-venendo. L'orsetto poi è in silenzio-stampa. Memorabile solo la Fra che ad altissima voce chiede a vanessa se le piace prenderlo nel culo e poi si lancia in discorsi su schiavi e mistress (davanti agli unici italiani che c'erano in giro, ovviamente). Fantastico anche quando per chiedere dove sono i canguri ci mettiamo a saltellare. Stiamo pericolosamente scivolando verso un punto di non-ritorno. Concludiamo la giornata visitando la zona del duomo e prendendo al volo l'ultimo battello. Risparmiabilissimo. O meglio, il giro sarebbe stato carino se avessimo capito le parole della guida..! La sera ci riproviamo: taxi + discoteca, la stessa. Tralasciando il fatto che ferme al deposito taxi ad aspettarne uno da 6 prendiamo più freddo che se fossimo andate coi mezzi, arriviamo lì e c'è una fila pazzesca, all'aperto. Aspettiamo pazientemente il nostro turno per entrare e.. ci rimbalzano! è una serata per soli uomini, gay e/o skinheads, anche se sembra un connubio decisamente singolare. Già che ci siamo ci spostiamo verso un'altra discoteca, molto bella, con vista mozzafiato, ma la musica è una palla! ma come si balla sta roba qui?! Io e Vanessa in preda al delirio ci lanciamo in pista e balliamo in maniera scoordinatissima, sembriamo completamente fatte ma probabilmente siamo le più sane lì dentro. Devo ammettere che contro ogni mia previsione mi sono divertita..! 

Come al solito mi tocca spezzare il post, per questioni di spazio-tempo (quelli troppo lunghi non li legge nessuno, è assodato)
Domani o al più presto potrete appagare la vostra curiosità residua!! 

Concludo con qualche ringraziamento
Dedico questo mio post a:
Il mio quadernetto!
La vecchiettina tedesca che "è pazza perchè scrive numeri a caso" (cazzo Fra, mai sentito parlare del sudoku?!)
Felix, il bambino-prodigio che a 4 anni sa parlare perfettamente in tedesco e italiano e fa danza creativa
Il caffè da 2,5 euro
I gentilissimi proprietari del pub di fianco all'ostello
L'internet point, l'unico locale aperto a Berlino la domenica sera
L'angelo della M10 che con la sua gentilezza ci dimostra l'esistenza di Dio
L'animale che con la sua bruttezza ci dimostra la non-esistenza di Dio
Le mie carte e le briscoline del dopo-cena
L'essere che da muto stava per provocare alla Fra una tempesta ormonale, salvo poi farla ricredere rispondendo alla domanda "Come mai sei stato a Roma" con una serie interminabile di pernacchie
Vanessa, che ha cucinato per noi, e scattato foto, e fatto da navigatore satellitare
La Fra, anche se mi tratta male perchè la uso per arrivare a Nico
Grazia, che parlava solo dalle 10 alle 11, quando tutte noi dormivamo
Erika, che salva il mio preziosissimo quadernetto e ci asseconda nelle nostre follie
L'altra me stessa, che "è impazzita quando abbiamo cucinato gli spaghetti perché vedere il tonno posto sopra al sugo le ha provocato le convulsioni (sono ancora scioccata per la scena)" --> dal blog della Fra
E soprattutto i kartoffen, in tutte le salse! E il leitmotiv di questi giorni: "io con i Kartoffen ho chiuso!"

Permalink ? commenti (6)?commenti (6)(popup)
categoria :