Ragazzi sono disperata.. ho assolutamente bisogno d'aiuto!!!
Allora, vi spiego brevemente la situazione
L'11 maggio ho uno spettacolo. Bene. Anzi, bene un cazzo! Perchè, nonostante la mia parte mi piaccia un sacco c'è un grossissimo problema di fondo.. mi manca un finale!! Il monologo l'ho scritto io, è cortino, ma va bene lo stesso perchè è accompagnato da gesti, movimenti etc. Il problema è proprio che manca una frasetta finale, che concluda il tutto.
Vi posto il testo.. e mi raccomando, aspetto con ansia suggerimenti!! Vi sarò debitrice a vita!! Aiutatemiiiiiii!!
La mia logica dell’equilibrio mi ha sempre impedito di maturare ossessioni.
Ma forse non è vero. La parola sempre non è mai vera! E che dire della parola mai?!
Sono una persona che non ama le ossessioni. Ma ultimamente ne ho una: il corpo. O meglio, il mio corpo. Ma forse no, forse è sbagliata la parola ultimamente, è sbagliata la parola mio. Se provo a tornare indietro, il mio primo ricordo risale a più di dieci anni fa. Volevano costringermi a fare la spaccata ma io mi sono opposta, ho pianto. Poi il mio rifiuto del ballo, del canto. Il mio corpo come un involucro che non doveva esprimersi. Non doveva avere spazio, non doveva avere vita. Solo un’estensione della mente, qualcosa di inutile, vuoto, privo di senso. Volevo rimanere vergine. Volevo che il mondo non mi toccasse. Ma il mondo mi ha toccata, bendandomi. Per la prima volta, senza occhi, ho sentito il mondo.
E ora… il mio equilibrio è instabile, precario.
A tutti coloro che si chiedevano cosa fosse la malinconia-puttana...
eccovela in immagine...

Credo di essermi sbagliata.
Per una volta, una volta soltanto, sono stata troppo pessimista. Sto abbastanza bene. Non mi ritrovo a riflettere sull'ampiezza di nessun disastro (mentale, s'intende). Non mi trovo sull'orlo di nessun baratro. Credevo che il fermarsi a pensare mi avrebbe fatto del male, e molto. E invece..
Ovviamente quel velo di malinconia-puttana c'è ancora. Figuriamoci.
Però sto bene. Venerdì sera ho risentito, anche se solo per qualche istante, quella pienezza di cui parlavo. E' incredibile cosa possano fare il sorriso di una donna e la voce di un uomo. Adoro le serate passate con loro. E' stato bello anche salire su un taxi per la prima volta nella mia vita, con una perfetta sconosciuta: un'avvocatessa rampante incinta al nono mese che ha voluto a tutti i costi offrirmi la corsa. Non me la scorderò tanto facilmente..
Così come non scorderò gli esercizi sensoriali di enzo e quella splendida danza tribale, ancestrale, carnale in cui ci siamo lanciati. Buio, tutt'attorno, e il suono di uno djembe a scandire i nostri movimenti. La musica che cresceva, e cresceva, e cresceva, e che ci ha portati alla fine a cadere sul pavimento, stremati, sfiniti. L'autore di uno dei libri che ho appena letto per l'esame di estetica sosteneva che solo il sesso e certe danze tribali possono riavvicinare l'uomo all'originario, possono fargli provare quell'esperienza isterica del corpo in cui nulla più si distingue in esso e da esso.
Credo di non averlo mai capito così bene.

Bene, l'esame è andato.
Ero convinta sarebbe sparita anche quella splendida espressione catatonica che mi caratterizzava ultimamente, ma no, non è così, ero solo una povera illusa.
Il problema è che ora, a mente sgombra, mi trovo a riflettere e so che presto non potrò più negare l'evidenza. Citando pennac, tra poco mi ritroverò davanti all'ampiezza del disastro e..
e..
e..
Boh!!

Serata bellissima. Di quelle che ricorderò, davvero. E non solo per quella pizza, che è speciale. E non solo per i nostri discorsi "preziosi e contorti". E non solo per le ragazze jo jo che si sono rivelate cittadine modello. E non perchè siamo passati dalle Colonne, che sono sempre uno spettacolo. E non perchè abbiamo incontrato Rim, che è sempre più bella e ne siamo rimasti incantati. E nemmeno perchè Andre ha intasato il bagno di quel bar. O perchè Abbiamo corso per le scale mobili al contrario. O per una rivelazione che proprio non mi aspettavo.
Forse ricorderò questa serata perchè siamo entrati in chiesa. Il sabato sera in chiesa, è alquanto originale, non trovate? D'altronde ce l'avevano chiesto con tanta grazia, potevamo forse rifiutare? Sì, ma è che siamo curiosi. ecco. Siamo estrati sperando si trattasse di una qualche setta segreta. Sembravano troppo sorridenti per essere cattolici. L'atmosfera era calda, rilassata, le persone chiacchieravano e ridevano. Ci hanno chiesto di scrivere un biglietto e abbiamo eseguito. Nel mio una domanda, la prima che ho fatto quando sono entrata, e la risposta che ho ricevuto, e una frase che amo.
Perchè siete sempre così sorridenti?Quel qualcosa che non c'è è la felicità. Ma anche Dio, ovvio, io non credo. Però è stato bello per qualche minuto respirare una spiritualità sana. Nessuno di loro sembrava prossimo all'autoflagellazione. Ed è stato bello quando ci hanno portato sul retro dell'altare, fra tutti quei cuscini rossi e arancioni e quella luce calda che veniva dall'alto. Una situazione troppo sensuale e surreale per essere in una chiesa. Peccato che non fossero davvero una setta segreta!
Ma forse questa serata la ricorderò perchè adesso mi sono messa il mio vestito più bello così, solo per scrivere questo post. E adoro il suo profumo.

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