postato da araihc alle ore 13:35
sabato, 30 dicembre 2006

Leggendo qua e là tra vari blog mi sono ricordata di un mio vecchio post..
 
Ripensavo a quest'estate oggi. Pensavo che nemmeno mi ricordavo il nome del ragazzo che mi piaceva. Ricordo però i suoi occhi puntati nei miei. E la notte all'adiaccio e i discorsi con erika. E anche il ragno, perchè no. Merito suo se abbiamo passato una notte sotto le stelle parlando d'amore.
 
E i miei occhi sono tornati malinconici. Erano più di due settimane che li avevo persi. Non li riconoscevo più. Molto più accesi, più vivi e più tristi. Avevano perso il grigiore e avevano trovato colore, ma un colore non allegro. Non so se davvero sono contenta. Mi sto proteggendo dal dolore ma non solo. Il velo non m'impedisce di appoggiare lo sguardo sulle cose, m'impedisce di viverle e toccarle. Con lo sguardo. Come a seguirne il contorno, a tastarne le forme. Con gli occhi, sì. Non vi succede?
 
Ero semi-innamorata. Diciamo che ero molto presa, ecco, forse è meglio. Anche adesso mi sento molto presa, ma sto reagendo in maniera completamente diversa. Allora ero fuori di me. Frenetica, ansiosa, agitata, confusa. Adesso sono in preda a una rassegnazione dolce e un po' triste. Come sempre. Il velo mi protegge dal dolore, ma non solo. Il velo non m'impedisce di appoggiare lo sguardo sulle cose, m'impedisce di viverle e toccarle. Non so se riuscirò mai a liberarmene. Ma credo che solo tu potrai insegnarmi a toccare le cose, con lo sguardo. Nonostante il velo.
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postato da araihc alle ore 13:07
martedì, 26 dicembre 2006

...lettera di un amico...
 
Tre anni fa mi sono innamorata di una fatina addormentata su una bolla. Fa molto romantico, io non sono romantica e sto alla larga dalle cose zuccherose peggio di un diabetico. Ma ero rimasta incantata a guardare quella fatina per chissà quanto tempo. Non l'ho mai più trovata, ho anche smesso di cercarla. Andre invece si è messo in testa di volere regalarmela per Natale. Ma visto che la fatina proprio non si trovava, mi ha scritto questa lettera:
 
25 dicembre 2006
 
Avrei voluto regalarti l'amore, affinchè sentissi sulla tua pelle che esiste un'energia notevolmente più forte di quella che c'è quando vai a prendere il latte...
Avrei voluto regalarti l'amore per vedere, come ti ha detto anche Giada, i tuoi occhi da innamorata, per non vedere più la luce spegnersi nel tuo sguardo...
Avrei voluto regalarti l'amore, consapevole che se l'avessi trovato ci saremmo dovuti necessariamente separare un po'... ma per sentirti pienamente felice sarei stato disposto a correre il rischio...
Avrei voluto regalarti l'amore e avrei voluto che mi regalassi l'amore, così avremmo potuto parlare finalmente di qualcosa di vero, di vissuto, senza "se", senza quella strana malinconia, smettendo di viaggiare sempre e solo di testa...
Avrei voluto regalarti l'amore, ma non quello di un amico perchè quello ce l'hai già...
Avrei voluto regalarti l'amore per questi e un sacco di altri motivi...
Avrei voluto regalarti l'amore... scusami... non l'ho trovato.
 
"Ora non posso permettermi
di perderti nel grigiore, non
posso lasciare che le industrie
cruente dello stivale griffato
rapiscano anche te, amore.
Ora non posso permettermi di
perderti nel grigiore di Milano"
 
Con amore,
Andrea
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postato da araihc alle ore 18:48
lunedì, 25 dicembre 2006

Giusto per non fare la materialista...
... vi elenco tutti i regali ricevuti quest'anno :D
 
lo so, lo so, che fondamentalmente non ve ne frega un benemerito cazzo, ma che dico, piuttosto passareste questi 2 minuti ad ascoltare la peggior canzonaccia mai apparsa sulla faccia della Terra! Ma questo è il mio blog e ci scrivo quello che mi pare, pappappero! Scherzo dai, intendo dire che siccome la mia memoria, nonostante abbia vent'anni, vacilla, voglio mettere su carta quello che ho ricevuto per riderci o sospirarci su tra un paio d'anni. Ok?
 
Bene, procedo con l'elenco:
  • anzitutto ho ricevuto un po' di soldi dai miei parenti, meno che gli anni scorsi però (doh, proprio adesso che ne avrei più bisogno!! però vabbè dai, che lavoricchio a fare..!)
  • un portafogli rosso con annessa mucchina-bagnoschiuma-pezzata da parte di grazia
  • un sospiratissimo cd da parte di andre
  • un maglione nero da parte di mia zia
  • un altro maglione nero, molto l'auroso, da parte di andre giada e vane
  • una sciarpa nera da parte dei miei
  • stivali neri da parte dei miei (altro che white christmas.. :P)
  • un fard, una matita per gli occhi (di che colore secondo voi..? NERA ovviamente!!) e delle creme per il viso, sempre da parte dei miei 
  • delle desideratissime collant arancioni e crema
  • un beauty da viaggio e un completino intimo mooolto carino da parte di un'altra zia
  • un porta-tutto da parte di erika. Mi è piaciuto tantissimo questo regalo, sia per l'idea che per il contenuto: caramelle, cioccolatini, una candela, delle perle di bagnoschiuma, una lettera, una poesia e una nostra foto! Grande erika! :D
  • e last but not least.. due biglietti per il concerto di elisa!!!!!!!  Oddio, non mi sembra vero!! I miei sono stati gradiosi!!!!!!!!
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postato da araihc alle ore 13:29
sabato, 23 dicembre 2006

Tutte le volte che torno a casa dalla discoteca ho solo voglia di vomitare l'anima. E non è mai perchè ho bevuto troppo.
 

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postato da araihc alle ore 22:11
giovedì, 21 dicembre 2006

E che non mi si dica che sono paranoica!! Tutte le volte che dico "Ecco, sento che sta per arrivarmi l'inculata", la suddetta inculata, puntualmente, arriva
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postato da araihc alle ore 10:59
giovedì, 21 dicembre 2006

... l'esame di diritto dell'informazione è andato. Che strano, prima avevo la sensazione che mi stesse ottenebrando il cervello. Nel senso che non pensavo a nulla o quasi perchè sentivo che, per dovere, dovevo occupare tutto lo spazio e il tempo disponibile pensando ai concetti da sapere per l'esame. Ovvio che ogni singolo minuto avessi un tot di stimoli che mi facevano riflettere su questo e quello, ma erano come pensieri castrati, soffocati.
 
Martedì pomeriggio, al posto del solito senso di vuoto che segue un esame ho avvertito una sensazione di insolita pienezza. Non saprei dire se è qualcosa di positivo o negativo, è una sensazione molto ambigua. Anzi, potrei anche spiegarlo se mi ci soffermassi un po'. Il problema principale è stata l'esplosione di idee e pensieri e considerazioni del dopo-esame. Sì, proprio un'esplosione. non si tratta di pensieri ordinati, puliti, al contrario, sono frammentari, si accavallano tra loro.
Poi c'è stato teatro. L'incontro di martedì sera, invece, mi ha riempita in maniera positiva. Come dice Erika, sarei andata avanti ad ascoltarli per ore. Davvero affascinanti. Poi adesso è ancora meglio, rispetto alle prime volte, perchè si sta creando feeling. Non siamo più noi e loro, stiamo diventando una sorta di insieme. Molto bello anche il contatto che si crea di tanto in tanto. Questo progetto mi riempie. Ieri sono stata felice di rimanere a scuola dalle 10 alle 19, anche se di tutte queste ore "solo" 5 o 6 le abbiamo concretamente dedicate al progetto. è stato uno splendido pomeriggio, condiviso con una splendida persona!
 
Lo stato di confusione in cui mi trovo è testimoniato anche da questo post, nessun filo logico, nessuno stratagemma per raccogliere l'attenzione di chi legge, parole messe giù un po' a caso..
Mah.
 
Sento come una ferita profonda, ma come al solito, in superficie, c'è calma piatta. Come se la ferita fosse coperta da uno strato di petali di rosa e chiodi di garofano.
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postato da araihc alle ore 16:41
lunedì, 18 dicembre 2006

IO AMO QUEST'UOMO!!
è un genio del male, è uno dei pochi blogger che mi fa letteralmente crollare sulla tastiera dal ridere!!
...ma dato che non sono gelosa, voglio condividerlo con voi..!
BUONA LETTURA!!
 
p.s. se volete vi linko il suo blog (http://chinasky77.splinder.com) ma.. assumete in piccole dosi, può creare dipendenza!
 
Zimbello dentro

Siccome essere dedotto mi svilisce, cerco sempre di passare inosservato, se posso, e cerco sempre di non dare pretesti alla gente per farsi un’idea di quello che sono.
Non sempre, però, riesco a non dare nell’occhio e a non farmi riconoscere praticamente subito. Basti considerare il fatto che sono maldestro e che lo sono sia perché, come ho detto tempo fa, ho una percezione distorta del mio corpo nello spazio, sia per un motivo prettamente psicologico, ovvero che il mio cervello rende benissimo fino al primo errore, ma se commette il primo errore cede di schianto e infila, per sconforto, una serie negativa di piccoli incidenti auto-mortificanti.
Per fare un esempio, tempo fa, al supermercato, è andato tutto bene fino al momento che sono arrivato in cassa, dove, per colpa di una donna ostile, si è svolta la seguente situazione:

Chinaski: ciao!
Cassiera: umpf.
Chinaski: mi dai una borsa?

La cassiera borbotta qualcosa di incomprensibile. Chinaski capisce “una borsa?” e risponde di conseguenza.

Chinaski: sì, una.

La cassiera lo guarda come Chinaski guarderebbe la cassiera se non avesse bisogno di lei per uscire dal supermercato con la spesa.

Cassiera: ho detto se ha la nostra tessera.
Chinaski: ah. No.

La cassiera gli dà la borsa. A questo punto, il cervello di Chinaski si sente umiliato per quell’errore di comprensione. Comincia un fitto dialogo tra i due.

Cervello di Chinaski: è finita.
Chinaski (infilando la spesa nella borsa): ma dai! Per così poco…
Cervello: sono un fallito. Non capisco le parole.
Chinaski: ha parlato a bassa voce.
Cervello: un tempo l’avrei capito. Era facile.
Cassiera: sono 32 euro e 15 centesimi.
Cervello: occhio che devi pagare.
Chinaski (sempre impegnato con la spesa): sì, vado. Quanto ha detto?
Cervello: boh. Ventidue euro e qualcosa.

Chinaski porge una banconota da venti e una da cinque. Sorride.

Cervello: aspetta, forse era…
Cassiera: No. Sono trentadue e…
Chinaski: cosa?
Cervello: sono un fallimento.
Chinaski: non parlavo con te.
Cassiera: …quindici centesimi.
Cervello: dai quindici centesimi alla troia.

Chinaski, confuso, dà alla cassiera altri venti euro.

Cassiera: non ha quindici centesimi?
Cervello: non darglieli!
Chinaski: ehm. No.

Dal portafogli gli cade una manciata di monetine da cinque e dieci centesimi. La cassiera ne raccoglie un paio e scuote la testa come a dire, testualmente, che stronzo.

Cervello: sempre peggio. Ora ti odia.
Chinaski: andiamocene via.
Cervello: prendi lo scontrino, almeno.

Chinaski prende lo scontrino e abbandona la cassa. Si sente già meglio, arriva fino agli ascensori.

Cervello: l’hai presa tu, la spesa?
Chinaski: ma porca…
Cassiera (correndo verso Chinaski con la spesa): signore!!!
Cervello: oddio, che figura. Sento che sto per farmela addosso. Ti ha chiamato signore? Te l’avevo detto di farti la barba. Che giornata terrib…
Chinaski: per l’amor di Dio, zitto! Ehm, grazie, grazie.

La cassiera porge la spesa. Chinaski la prende e poi entra in ascensore, pestando un piede a una signora.
Le porte dell’ascensore si chiudono.

Per evitare questi drammatici episodi, ho dovuto elaborare una linea di comportamento basata su una semplice regola: qualsiasi cosa succeda, fingi di averla voluta.
Questo sistema riesce a sedare il mio cervello, che ultimamente ha imparato a mantenere la calma in ogni momento. È possibile dunque rivedere la situazione precedente, come andrebbe oggi, tenendo conto che gli errori, per quanto esposti in sequenza, sono da considerarsi isolati.

Chinaski: ciao!
Cassiera: umpf.
Chinaski: mi dai una borsa?
Cassiera (a bassa voce): ha la nostra tessera?
Chinaski: sì, una.
Cassiera: ho detto se ha la nostra tessera.
Chinaski: ho capito. Sì, ne ho una.
Cassiera: me la dà, allora?
Chinaski: no. Oggi ho deciso di non usarla.

#

Cassiera: sono trentadue euro e 15 centesimi.
Chinaski porge venticinque euro.
Cassiera: ho detto trentadue e…
Chinaski: sì, avevo capito. Ma ho soltanto questi.
Cassiera: allora deve lasciare qualcosa.
Chinaski: sì.

Chinaski lascia parte della spesa. Poi se ne va, sorridente.

#

Cassiera (correndo verso Chinaski con la spesa): signore!!!
Chinaski (impassibile): cosa?
Cassiera: pantpant… la sua spesa. L’ha dimenticata.
Chinaski: ah, no. Non la voglio più.
Cassiera: ma l’ha pagata.
Chinaski: sono ricco. La regali ai clienti più bisognosi.

#

Chinaski entra in ascensore e pesta un piede a una signora.

Signora: ahi!
Chinaski: così impari, puttana.

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postato da araihc alle ore 16:39
lunedì, 18 dicembre 2006

I NUOVI ARRIVATEI

Questo è un quartiere molto cattolico, me ne sono accorto subito. Quando sono arrivato mi sono imbattuto nel parroco (un cinquantenne con i capelli grigi, la testa quadrata e un alito che sapeva di polluzione notturna) il quale mi ha tempestato di domande abbastanza personali per poi minacciarmi dicendomi “ci conosceremo meglio” (sul fatto dell’alito che puzza di polluzione notturna ho una teoria. Siccome è una caratteristica di tutti i preti, anche quelli giovani, mi è venuto in mente che, forse, siccome non possono scopare e siccome non possono nemmeno farsi le seghe, beh, magari non è tanto l’atto in sé a dar fastidio alla Sacra Romana Chiesa, quanto l’eiaculazione. Voglio dire: stanno tutto il tempo a trovare precetti per rovinarsi la vita, questi cattolici, e poi, come al solito, la natura del corpo umano incasina tutto sognando Cicciolina che lo succhia a un cavallo. No, non potevano proprio accettarlo. Così, per farla breve, potrebbe essere che il Vaticano obblighi i preti a dormire con un catetere per la raccolta dello sperma (a quanto sto dalla scomunica?) e il tubicino del catetere finisca in un bicchiere che sta sul comodino e… Sarebbe in linea con la filosofia di quella religione, no? Stanotte ti sei  divertito e adesso la paghi).
Quel “ci conosceremo meglio” mi sta tormentando.
Che cosa avrà voluto dire? No, perché sembra una di quelle frasi ambigue che preludono alla penetrazione (“perché non entriamo, così ci conosciamo meglio?” disse quella prostituta in quel film. Ma forse non era un film. Forse era la tizia che mi dava ripetizioni di educazione civica al liceo. “Non ho soldi”, le dissi. “Fa niente, pagherà tua madre quando viene”, mi rispose. “Gulp”, conclusi) oppure non so che altro, ma ha quel tanto di morboso che mi fa accapponare la pelle. Nella migliore delle ipotesi suona come le frasi che ci dicevano ai raduni dell’Acr (azione cattolica ragazzi. Sì, ne ho fatto parte e ne vado fiero: sono convinto che un uomo debba conoscere gli abissi in cui potrebbe farlo cadere la religione, prima di dirsi ateo responsabilmente), sapete, quelle cose che sembrano prese per il culo ma non lo sono, tipo “dobbiamo essere tutti amici”, “Gesù ci vuole bene”, “non c’è niente di male se lo tocchi”.
“Ci conosceremo meglio” ha fatto scattare lo stato di sicurezza su “Bravo” e così ho elaborato dei possibili sviluppi per difendermi.

Soluzione 1: disputatio

Suonano alla porta. Chinaski va ad aprire.

Chinaski: “Salve.”
Prete: “Ciao. Posso entrare. Così ci…
Chinaski: “… conosciamo meglio. Certo. Prima però voglio chiederle una cosa.”
Prete: “Dimmi, figliolo”.
Chinaski: “Dio ha creato l’universo, giusto?
Prete: “Sì.”
Chinaski: “Poi ci ha messo dentro l’uomo.”
Prete: “Sì.”
Chinaski: “Tutto qui?”
Prete: “Non ti seguo.”
Chinaski: “Voglio dire: non mi sembra questa gran cosa.”
Prete: “E’ l’opera più bella che…”
Chinaski: “Per forza, è l’unica. Anche mia cugina è la più bella figlia che sua madre abbia mai avuto. E L’Italia è la più bella Italia che c’è nel mondo. Oppure ha vinto qualche premio? Cos’è, c’è un concorso di creazioni universali, ogni dicembre, e noi non lo sappiamo?”
Prete: “Beh… ecco… forse è meglio se torno un’altra vol…”
Chinaski: “E poi non mi sembra mica tanto perfetto, il creato. E nemmeno l’uomo. Guardi, stamattina mi sono alzato e mi sono trovato questo brufolo sulla punta del naso. Lo vede il puntino giallo? C’è del pus, lì dentro… le sembro perfetto?”

Il prete si allontana, spaventato. Chinaski lo insegue fin nel cortile, il prete si mette a correre. Chinaski esce in strada, in ciabatte, urlando: “LE SEMBRO PERFETTO, PADRE???”. Poi si scalza una ciabatta e la tira al prete, mancandolo.

Soluzione 2: rapimento

Suonano alla porta. Chinaski va ad aprire.

Chinaski: “Salve.”
Prete: “Ciao. Posso entrare. Così ci…
Chinaski: “Certo. Venga.”

Il prete entra. Appena volta le spalle, Chinaski lo immobilizza puntandogli un rompighiaccio alla gola. Poi, rivolgendo lo sguardo al soffitto, dice:

Chinaski: “Adesso farai tutto quello che ti dico o lo ammazzo!!! Hai capito???”
Prete (nervoso): “Come pensi che il soffitto possa aiutarti, figliolo?”
Chinaski: “Ah, adesso è un soffitto, eh?”

Soluzione 3: Controtempo

Chinaski suona alla porta della canonica. Il prete va ad aprire.

Prete: “Figliolo!”
Chinaski: “Salve, posso entrare?”
Prete: “Ma certo!”

Chinaski entra e poggia uno zaino su un tavolo. Ne estrae una scimmietta di peluche.
Poi si rivolge al prete.

Chinaski: “Dove vuole che la metta?”
Prete: “Come dici?”
Chinaski (mostrando la scimmietta): “Dove vuole che la metta?”
Prete: “Non capisco. Che cos’è?”
Chinaski: “E’ il simbolo della nostra religione. La scimmietta. Non ha mai sentito parlare della religione della scimmietta?”
Prete (stranito): “No.”
Chinaski: “Oh, è una bella religione, ed è molto più antica della sua, padre, visto che le scimmie erano su questo pianeta prima dell’uomo. Ecco. Noi crediamo che, siccome l’uomo discende dalla scimmia, è molto più probabile che Dio somigli a una scimmia, piuttosto che a un uomo? Non lo trova meravigliosamente logico?”
Prete: “E’ una religione che vi siete inventati voi!”
Chinaski: “Senti chi parla.”
Prete: “Se è uno scherzo non fa ridere. Stai bestemmiando, figliolo. Sei drogato?”
Chinaski: “Macché. Allora, dove la posso mettere?”
Prete: “Da nessuna parte! Per Diana!”
Chinaski: “Va beh. Noi non amiamo insistere.”

Chinaski appoggia la scimmietta sul televisore. Poi prende dallo zaino una videocassetta delle vacanze estive con il Peggiore, Crapamal e tutta quell’altra gente sporca e cattiva. Si siede sul divano e invita il prete a seguire il filmato.

Chinaski: “Qui viene spiegato tutto.”
Prete: “Ti prego di andartene.”
Chinaski (sorpreso): “ Ma proprio non le interessa la nostra religione?”
Prete: “Va via.”
Chinaski (dispiaciuto): “Va beh, nessun rancore. Noi non vogliamo convertire la gente a tutti i costi. In fondo potremmo anche sbagliarci, no? Eh eh…”
Prete: “Infatti.”
Chinaski: “Comunque le lascio la scimmietta, caso mai ci ripensasse.”
Prete (rabbonito): “Grazie, grazie. Ti devo qualcosa per la… ehm…?”
Chinaski (indignato): “Cosa? Oh no. Non lo facciamo per i soldi.”

Soluzione 4: Rivelazione

Suonano alla porta. Chinaski va ad aprire.

Chinaski: “Salve.”
Prete: “Ciao. Posso entrare. Così ci…
Chinaski
: “Sono l’Anticristo.”

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postato da araihc alle ore 09:40
mercoledì, 13 dicembre 2006

Ma io mi domando, che cazzo c'hai tu nel cervello?! I procioni? La marmotta che scarta la cioccolata? Gli orsetti lavatori? Non puoi essere sul serio così rincoglionita!! Ti prego, dimmi che è uno scherzo! Una candid camera! Dimmi che sei posseduta da un'entità malefica che ti fa sragionare!!
Che cazzo di senso avevano le frasi di ieri?! Mammina non ti ha mai detto che a volte è preferibile il silenzio? Che si fa più bella figura? Ovvio, così c'è il rischio di sembrare troppo buoni, ma... meglio buoni che CRETINI! No? E poi come cazzo ti permetti di dire che sono troppo buona?! Mi conosci? No! Io per caso dico che sei troppo imbecille? No, purtroppo, ma forse dovrei.
 
Con quella frase hai veramente toccato il fondo. Non quella del "troppo buona", anche se mi ha fatta incazzare, ma non sono mica così egocentrica. Insomma, non sono come TE. La frase che mi ha fatta uscire fuori di me è un'altra. Rabbrividisco al solo pensiero. Mi si è gelato il sangue nelle vene e mi è montata una rabbia addosso che non puoi capire. No, tu no di certo, ma tutti gli altri sì. Ma non hai visto che abbiamo tutti strabuzzato gli occhi? Non hai letto sulle nostre facce l'incredulità, e l'amarezza, e soprattutto la rabbia?! Non ti sei sentita, almeno un po', fuori luogo? Perchè non hai deciso di andartene davvero?
 
Non capirò mai la mente umana. Non capirò mai perchè hai decso di dar aria alla bocca. Stiamo parlando di un ragazzo che è stato ucciso senza un perchè. E' stato ucciso da un poliziotto, che teoricamente avrebbe dovuto proteggerlo, una sera qualunque, mentre correva per prendere la 90. Un ragazzo che all'epoca aveva la nostra età. Immagina un tuo amico, sta correndo con te e all'improvviso PUM, è riverso sull'asfalto, grida, muore. Cosa pensi, che è uno sfigato? Oseresti davvero pensare "uh che delusione, ho sempre creduto fosse un eroe morto nel tentativo di sedare una rissa, e invece è uno sfigato! Basta, lo spettacolo non lo faccio più"
E non farlo!! Guarda, ce lo stiamo chiedendo tutti che cazzo ci vieni a fare. E' un anno che parliamo di Luca, un anno esatto. Ci siamo letti tutti gli articoli, le poesie, gli scritti, le testimonanze, gli atti del processo. Ci siamo fatti il culo e abbiamo scritto da zero la lettura di giugno. A ottobre abbiamo ricominciato con gli incontri, due volte a settimana, per tirare fuori uno spettacolo degno di questo nome. Ci siamo visti anche nel week end, siamo andati in Piazzale Lugano, abbiam visto dove abitava, dove è morto. Abbiamo imparato a conoscerlo attraverso le parole dei suoi amici, ci hanno trasmesso la loro rabbia, il loro dolore. Tu cosa hai fatto di tutto questo?! La metà degli incontri del martedì, e poi? Gli amici li hai incontrati? No cara, due ore non bastano. Se non t'interessa la storia di Luca, me lo spieghi perchè vuoi fare lo spettacolo? Per gli applausi? Per far vedere quanto sei brava al tuo nuovo amichetto? Per autocompiacerti?!
Non ti pare il caso di lasciare spazio anche agli altri? Sappiamo che sei la bambolina viziata, che sei abituata ad avere mezzo copione sennò piangi, ma questa volta è tutto diverso. Hai dimostrato che non te ne frega un cazzo. Ecco, invece a noi frega, e tanto! Sto dando tutta me stessa per questo spettacolo, e anche gli altri. Tempo, voglia, pazienza, per non parlare dello sforzo emotivo. Ah già, che stupida, tu non puoi capire lo sforzo emotivo, stai vivendo questo spettacolo come tutti gli altri, c'è un copione, un regista e tu sei l'attricetta del cazzo che finge di provare un sentimento. Peccato che stavolta non funzioni così!
 
Ci tengo tantissimo, e pretendo il massimo da questo spettacolo.
Mi spiace, ma stavolta lotterò con le unghie e con i denti.
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postato da araihc alle ore 11:40
domenica, 03 dicembre 2006

Una parola per descrivermi:
 
 
ARIDA
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