postato da araihc alle ore 09:26
mercoledì, 27 settembre 2006

Era fin troppo che non aggiornavo questa rubrica, ma le serate con la Erika in questo ambito sono sempre un pozzo di San Patrizio. Chissà perchè ci attiriamo sempre mille e mille sfighe, sarà forse perchè è ormai assodato che "siamo masochiste?"
 
In realtà stavolta il titolo è improprio perchè la mattinata e gran parte del pomeriggio, soprattutto per "merito" dei miei, sono state intrise di quell'odiosa atmosfera grigio-scazzo. Anzi, oserei dire nero-scazzo, che è peggio! A questo punto per la sereta si profilavano due opzioni, crogiolarmi nella noia esistenziale e rileggermi "Spleen" di Baudelaire, oppure tirar fuori le palle, reagire e cercare il modo di riaggiustarmi la giornata. In reatà non avevo bisogno di cercare perchè avevo già da tempo il mio programmino: andare a Brusuglio a vedere uno spettacolo di Dario.
 
Bene, ottimo, bis! Chiamo Andre Vane Giada Chiara Grazia e Erika, ma per un motivo o per l'altro uno alla volta declinano l'invito. Pazienza, andrò da sola! O no? Oh bene, Erika, hai deciso di venire? Splendido, allora ci becchiamo lì!
 
Tutto sembra andare straordinariamente bene. Punto primo, non perdo il treno! Secondo, sono senza biglietto ma il controllore non passa. Terzo, Erika è già lì quando scendo dal treno (odio aspettare, quando mi capita arrivo a maturare istinti suicidi). Quarto, siamo in anticipo. Quinto, riusciamo a non perderci e in men che non si dica siamo in Via Dall'Occo.
 
Bene, secondo me lo spettacolo è in quella corte. Ma perchè allora stanno sbaraccando? Calma, siamo in anticipo! Uh guarda, un manifesto! Perchè dice: "spettacoli a partire dalle 15"?! No eh?! Non dirmelo, non voglio crederci! Vero caro signore dello staff che lo spettacolo di Dario inizierà adesso? Vero? Vero? VERO? No? Come no? Alle 3? Adesso c'è jazz? E chi se ne frega, io volevo vedere.. ah, c'era anche uno spettacolo della Canfora? E la Troschell? E me lo dice così?!
 
Erika ma com'è possibile? Su internet c'era scritto "Manzoni 220 alle 19..". Guarda, il programma è completamento diverso! Anche i giorni son sbagliati, c'è scritto "domenica 24". No! NO!! Non dirmelo! Non posso crederci! Non VOGLIO crederci! Il programma dell'anno scorso NO!Ma cazzo, io sapevo che c'era uno spettacolo di Dario questo domenica! E uno di Paola Manfredi il secondo giovedì di ottobre! Coincide tutto! Ma che razza di sfighe, se ci fossero state più discrepanze me ne sarei accorta! Ma anche questi, ma perchè mai mettono in rete il volantino dell'anno scorso?! Oh mon dieu, non ho parole, non ho parole, non ho davvero parole!
 
Per evitare di tornare a casa a "ingurgitare elevate dosi di calmanti" (come dice Carmen), decidiamo al volo come continuare la serata. In realtà ci abbiam messo una mezz'ora buona, ma per i nosti standard è quasi un record! Che facciamo, andiamo a Paderno? A fare che? Al cinema? Mah, avevo più voglia di teatro all'aria aperta che di cinema.. Allora a Quarto? Ma non c'è niente! Beh, cmq verso Milano direi! Massì, prendiamo il treno, poi vediamo! Ah, sai che possiamo fare? Andare al pub di Mirko, in via Varesina! Ma ci sai arrivare? Beh, più o meno..
 
Dopo aver simpaticamente cambiato quei tre/quattro mezzi arriviamo sulla Varesina e.. questo non è! Questo nemmeno! Questo è un cinese! Questa una trattoria! Pizzeria! Ma come hai detto che è? Si riconosce, ha le tende rosse! Non vorrei darti una brutta notizia ma.. è questo?! Poteva essere aperto il buon vecchio pub di Mirko? Ovviamente NO!! Fortunatamente in Via Varesina ci sono più ristoranti o presunti tali che in tutta Quarto Oggiaro, quindi abbiamo solo l'imbarazzo della scelta. Cinese! La cena, a parte il fatto che sembrava non vedessero l'ora che ce ne andassimo (ci hanno portato piatti e caffè a velocità-flash), è andata davvero bene. Buona pappa, buone chiacchiere e buon prezzo (ma dove si trova adesso un primo secondo acqua e caffè a meno di 8 euro?). Iniziavo a stupirmi per la continuazione della serata, fin troppo tranquilla, ma ovviamente le cose non potevano andare lisce fno alla fine! Erika ha chiamato suo padre per farsi venire a prendere. si son messi d'accordo: tra mezz'ora all'esselunga. Benissimo, non ci resta che aspettare! Telefono: "Dove siete?" "Noi qui, e tu?" "Io là" "Ma là dove?" "Ma come si chiama la via?" "Mai sentita!" ...
 
...bene, dopo almeno 20 minuti passati così ci rendiamo conto che noi siamo a un'esselunga, e suo padre ad un'altra dall'altra parte del quartiere!
 
...io davvero non ho parole... però almeno mi sono divertita  
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postato da araihc alle ore 18:11
mercoledì, 20 settembre 2006

Ormai, sono quasi due mesi che non scrivo un intervento vero nel blog. Non che questo sia un problema, però è abbastanza triste non avere l'impulso di aggiornarlo.. anche perchè non è che io abbia vissuto i mesi più noiosi della mia vta, al contrario, di cose da scrivere ce ne sarebbero, a partire dalla bella chiacchierata di ieri sera.. magari vi farò un resumé nel prossimo post! che poi, chi voglio prendere in giro?! so benissimo che potete continuare tranquillamente a respirare senza il mio resumé, e che lo faccio soprattutto per me stessa quindi correggo la frase: "MI prometto che vi farò un resumé nel prossimo post!".
 
Ma veniamo a noi.. a cosa è dovuto questo scazzo esistenziale che non mi fa nemmeno prendere la decisione di dedicare 10 minuti al mio povero blog? Mmm, forse il punto è che quando si torna dalle vacanze ci si sente sempre un po' cambiati (vero andre?!). Settembre è sempre stato uno dei mesi peggiori per me, perchè riabituarsi a vivere a Milano non è uno scherzo.
Punto primo, Milano mi innervosisce e mi mette ansia. Punto secondo, il computer mi rapisce, ed è una maledizione. Punto terzo, so che appena inizierà l'uni mi odierò per tutto quello che potevo fare in questo periodo di "dolce" far niente, e che non ho fatto. Punto quarto, non so perchè ma detesto stare in casa da sola, immancabilmente faccio di tutto per trovare una scusa per uscire, e se proprio sono bloccata in casa mi scende sempre una strana depressione. Fortunatamente, da quando andavo in seconda media, durante l'anno scolstico, ho sempre avuto ben poche occasioni di stare in casa, tra le mille cose da fare. Ecco, solo l'anno scorso ero stranamente in pace con me stessa in questo periodo, chissà perchè..!
 
Insomma, settembre per me è sempre stato il mese del'ansia da metropoli e dell'odiosa burocrazia. Non dell'introspezione però, perchè Milano ti mangia il cervello. Passi ore e ore a guardare nel vuoto, ma i tuoi pensieri sono atrofizzati. Al mare, chissà perchè, passi ore ed ore a guardare nel vuoto e ritrovi un contatto con te stesso e con la tua parte più nascosta. Invece, come dicevo poco fa, qui ti scende addosso quell'apatia fastidiosa che ti fa rimandare ad un ipotetico domani tutto quello che potresti fare oggi. E non parlo solo di cose come andare in banca o rinnovare l'abbonamento ATM, no no, io finisco col procrastinare anche cose tanto piacevoli quanto necessarie come riguardare le vecchie VHS, mettere in ordine il cassetto dei ricordi o il mio incasinatissimo PC. Comportamento assolutamente criminale, perchè: 1) finisco per odiare i mio disordine; 2) finisco per l'odiare il mio essere apatica; 3) finisco per odiare la mia casa.
Insomma, finisco per odiare me stessa più di quanto dovrei per tenere in equilibrio le mie turbe mentali.
 
...ma questo mese prima o poi finirà... oh se finirà...
 

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postato da araihc alle ore 02:41
domenica, 17 settembre 2006

Chi si cela dietro le parole sottolineate?
 
Carissimo signor Tentenna
non è facile assumersi il rischio di una scelta
e servirsi addirittura di parole proprie,
mimetizzarsi e vivere di luce riflessa
in fondo ad acque torbide
tra miseri inganni e menzogne,
complessi di inferiorità,
ingombranti manie di grandezza.

Signor Tentenna non è motivo di vergogna
il non saper centrare alcun bersaglio,
l'aver mancato l'ennesimo colpo irrimediabilmente.

E ben poco importa se tua moglie
non fa altro che piangere
ossessionata dal sentore
dei tuoi numerosi tradimenti,
ingurgita ignoti dolori
ed elevate dosi di calmanti.

E' ormai consuetudine, Signor Tentenna,
perdersi d'animo, non essere all'altezza
delle proprie ambizioni
e sgomitare per distinguersi dal branco.
L'ignoranza è un non trascurabile complesso,
una voragine, la si può occultare nel silenzio
scansando il pericolo di un mite confronto diretto.

Signor Tentenna non è motivo di vergogna
il non poter vantare alcun talento,
l'aver rincorso l'ennesimo treno inutilmente.

E ben poco importa se tua moglie
non fa altro che piangere
ossessionata dal sentore
dei tuoi numerosi tradimenti
e in fondo non ha tutti i torti
e non è affatto un caso se
amanti, amici e sogni si dileguano,
il cane sul balcone aspetta da mesi
il privilegio di una passeggiata
eppure la sera fedelmente esulta
al tuo rientro.

E ben poco importa se tua moglie
non fa altro che piangere
ossessionata dal sentore
dei tuoi numerosi tradimenti
e in fondo non ha tutti i torti
e non è affatto un caso se
amanti, amici e sogni si dileguano,
il cane sul balcone aspetta da mesi
il privilegio di una carezza
e intanto tua figlia ti chiede
perchè mai sia così misera la vita.
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