...Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi.
E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio.
Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita.
E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare.
Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente umano.
Basterebbe la fantasia di qualcuno - un padre, un amore, qualcuno.
Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare.
Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare...
...Volevo dire che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c'è, tanta da impazzirne, non importa, posso anche impazzire ma la vita quella non voglio perdermela, io la voglio, davvero, dovesse anche fare un male da morire è vivere che voglio...
...La guardò. Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte.
Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta.
Qualcosa come due cose che si toccano - gli occhi e l'immagine- uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare - vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo - ricevere - senza domande, perfino senza meraviglia - ricevere -solo- ricevere- negli occhi - il mondo...

in realtà questa giornata di avventuroso ha ben poco, ci perdiamo anche la manifestazione..! però è una bellissima giornata di vagabondaggio per due o tre quartierini niente male! siamo solo io, grazia, sara e daniele. arriviamo al centre pompidou, che dal di fuori è una delle cose peggiori di parigi. dal di dentro non so, non abbiamo avuto il piacere di esplorarlo. ci addentriamo invece nelle viuzze del quartiere, e tra un po' di shopping, un pasto leggero a base di pollo fritto (mon dieu, ma quanto ne abbiam mangiato?!) e degli artisti di strada completamente fuori di testa ci scivola via metà pomeriggio. adesso son due le cose, o proviamo a rientrare e a beccare la manifestazione o ce ne andiamo alla defense. propendiamo per la seconda scelta, siamo molto incuriositi dalla zona "futuristica" della città. appena usciamo dalla metro vediamo davanti a noi un altro arco di trionfo, imponente, enorme. giriamo lo sguardo intorno a noi e ci sembra di essere finiti sul set di un film: palazzi altissimi, elegantissimi, in vetro e acciaio, dalle forme più originali. mi piace questo tipo di modernità, ha un certo stile. rimaniamo lì una mezz'oretta a chiacchierare e fare foto stupide, ma fa freddo e siamo stanchi e decidiamo di rientrare in albergo. peccato, il posto meritava davvero di essere vissuto un po' di più!
due comunicazioni di servizio:
