postato da araihc alle ore 17:29
giovedì, 05 febbraio 2009

Milan l'è un grand Milan!!

Che ne dite?!

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postato da araihc alle ore 00:08
lunedì, 26 gennaio 2009

Lara

Lara sapeva parlare. Tutti nel villaggio ne erano a conoscenza.

Spesso bussavano alla sua porta solo per sentirla parlare.

Era giovane, ma non troppo. Pensava di avere trovato un equilibrio ma vigilava sempre. Quando non parlava, Lara pensava.

Un giorno arrivò nel villaggio un uomo che aveva sentito parlare di lei. Faceva parte del gruppo inquisitorio del nuovo re. Doveva occuparsi di dar la caccia alle streghe, insomma. Aveva da tempo capito che la menzogna era l’arma migliore.

Bussò alla porta.

<<Buongiorno signora, ho sentito molto parlare di lei. Sono qui perché ho avuto una tragedia in famiglia.. è venuta a mancare mia moglie.>>

<<Non mi occupo più di queste cose. Entri.>>

<<In che senso non si occupa più di queste cose?>>

<<Lo facevo un tempo, diversi anni fa. Bussavano alla mia porta uomini e donne inconsolabili che cercavano consolazione nelle mie parole. Ero ingenua, credevo davvero di poter cambiare il mondo. Ero anche un po’ perversa, se vogliamo. Mi nutrivo del dolore di queste persone, lo masticavo, lo assimilavo e lo risputavo fuori sotto forma di parole. Quando queste persone uscivano da casa mia, credevano davvero di essere guarite. Ma era solo una parvenza, le mie parole non erano davvero consolatorie. Era una pratica anche crudele, se vogliamo, essi nel giro di poco, pochissimo tempo risprofondavano nel buio. Qualcuno tornava da me e si instillava un rapporto di dipendenza. Vedevo che non riuscivano più a camminare con le loro gambe, ma dentro di me ero convinta che fosse la cosa giusta. Dopotutto avevano bisogno di un sostegno. Probabilmente era la via più semplice e l’ho scelta per questo.>>

<<Lei quindi ammaliava le persone con le sue parole, le stregava?>>

<<Sì, è esatto. Non ho mai usato formule magiche però. Usavo altri tipi di formule, frasi trite e ritrite. Amavo il loro suono. Mi rendevo conto del loro potenziale, mi rendevo conto dell’effetto che avevano sulle persone. Comunque non lo facevo per i soldi. Credo che il fascino maggiore lo esercitasse proprio la sensazione di essere indispensabile. Ero diventata una dipendenza, una droga. E sa qual è la cosa divertente? Che anch’io, senza rendermene conto, ero diventata dipendente. Avevo bisogno di tutte quelle persone che venivano a trovarmi, mi portavano doni, mi ringraziavano. E avevo bisogno di me stessa. Qualsiasi essere umano ha bisogno di se stesso, potrebbe obiettare lei. E io le risponderei che ha perfettamente ragione, ma vede, il mio bisogno era diverso. Era ossessivo, compulsivo. Distruttivo. >>

Fino a quel momento, Lara e l’uomo sconosciuto erano rimasti a parlare in piedi, davanti alla porta. Solo allora Lara fece un cenno, e l’uomo la seguì. Si sedette su una vecchia poltrona, e lei gli offrì qualcosa da bere.

 

 

<<Come se n’è resa conto? Come ha capito che stava sbagliando?>> disse l’uomo dopo un paio di minuti di perfetto silenzio.

<<Suonerà ridicolo, ma è stato proprio grazie a una vecchia strega. So chi è lei, nel villaggio non si parla d’altro. Stia attento al bicchiere, o rovescerà tutto a terra. Credeva davvero di poter viaggiare in incognito? Comunque io non credo nella magia, non ci ho mai creduto. Quelle che lei chiama streghe sono solo persone che hanno capito qualcosa in più di noi sugli esseri umani. Sanno come condizionarli psicologicamente. Oppure, molto più semplicemente, sanno come usare le piante, sanno manipolare la natura. Se il re fosse saggio chiederebbe loro di mettersi al suo servizio, non le perseguiterebbe di certo. In futuro probabilmente sarà così, ma non sarà comunque un bene per l’umanità. I re saranno furbi, più che saggi. Scusi, mi sono interrotta. Riprenderò il racconto. Un paio d’anni fa questa vecchia strega, che era di certo più acuta di me e lei messi insieme, mi ha sfidata a bere una delle sue cosiddette pozioni. Diceva che avrei ricevuto l’illuminazione. Come le ho già detto non credevo nella magia, e ho accettato. Appena ho mandato giù quel liquido denso e ambrato, mi sono sentita svenire. Quando ho riaperto gli occhi, la strega era scomparsa e io ero riversa sul tappeto. Ho provato ad urlare, ma non riuscivo ad emettere suono. Quello che avevo bevuto mi aveva paralizzato le corde vocali. Non so se ha letto Dante, ma quella punizione rappresentava il mio contrappasso. I primi due giorni furono un inferno, piangevo e pensavo al peggio. Poi mi sono rassegnata. Non ho mai più cercato quella vecchia strega perché dentro di me sentivo che la colpa era stata mia. Mi ero fidata e avevo sbagliato. Sa cos’è successo poi? Che un giorno, così, dal nulla, mi son messa a riflettere! Non mi era mai accaduto prima di attraversare così in profondità gli abissi della mia anima. Ho riflettuto per ore e ore, come se fossi in trance. Ho ripercorso tutta la mia vita, le mie scelte, i miei errori, Ho ripensato a tutto con lucidità. E ho deciso di cambiare.>>

L’uomo risalì alla superficie. In presenza di Lara si era sentito come sott’acqua. Ora che la luce del sole lo bagnava di nuovo gli sembrava tutto molto più lucido.

 

Non avrebbe archiviato il caso. Quella donna lo aveva sedotto, stregato, non c’era ombra di dubbio. L’indomani mattina avrebbe mandato qualcuno a prenderla.

 

Avrebbe archiviato il caso. Quella donna tutto sommato aveva fatto del bene, non c’era ragione di punirla. E anche se lei sosteneva di avere sbagliato, si era comunque ravveduta. Lara andò a dormire tranquilla. Si sentiva nel giusto e sapeva che non doveva preoccuparsi. Ancora non sapeva che l’indomani la vecchia strega avrebbe nuovamente bussato alla sua porta.

 

Avrebbe archiviato il caso, non c’era ombra di dubbio. Anzi, forse avrebbe dovuto proporre questa donna per un’onorificenza, dopotutto era una benefattrice. Ci avrebbe pensato su. Nel frattempo Lara, alla finestra, lo guardava allontanarsi e sogghignava soddisfatta. Ci era cascato.

 

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postato da araihc alle ore 11:24
martedì, 20 gennaio 2009

 
Ascolto i Queen.
Effettivamente sono maestosi, niente da dire.
 
Capodanno è andato. Bene :)
Mi sono scoperta cuoca sapete? Sarà stata l'attenta lettura di Harry Potter ad aiutarmi, chissà...
Mi sono anche scoperta febbricitante, ma questa è un'altra storia.
Ieri invece, all'esame di Pedagogia del Corpo, ho scoperto che mi ha interrogato un assistente che ne sapeva molto meno di me sull'argomento.
Non è scarsa modestia, è proprio vero! Questo qui sembrava piovuto dal cielo, non sapeva manco il nome ufficiale della materia, per dirne una.
Mah, son le cose belle dell'università.
Passando invece alle cose DAVVERO belle dell'università, non posso non citare il pranzo a casa della mia prof di Pedagogia dell'Animazione. Che donna meravigliosa, spero di non perdere definitivamente il contatto con lei. Cmq è certo che me la ricorderò per molti molti anni. Altro che la finta innovazione propugnata da alcuni, lei è il futuro.
Anche la Musicoterapia sarà il futuro o è solo un'illusione passeggera? Chissà, ma facci(am)o bene a provare.
 
La vita scorre su binari peini di fiori. Amo la routine quando non è grigia.
Mi spiace non riuscire più a scrivere tanto come un tempo, ma anche questo fa parte del gioco.
Sono felice.
Tra poco usciranno le attesissime prime due puntate della quinta serie di Lost e sarò ancora più felice :)
Mi sento in pace col mondo.
 
Vi lascio l'incipit di un racconto che ho scritto durante le ore di tirocinio. Ho un legame ormai sentimentale con questo testo e voglio condividerlo con voi. Non temete, presto lo pubblicherò tutto e potrete saziare la vostra inappagabile curiosità.
 
 

Lara sapeva parlare. Tutti nel villaggio ne erano a conoscenza.

Spesso bussavano alla sua porta solo per sentirla parlare.

Era giovane, ma non troppo. Pensava di avere trovato un equilibrio ma vigilava sempre. Quando non parlava, Lara pensava.

Un giorno arrivò nel villaggio un uomo che aveva sentito parlare di lei. Faceva parte del gruppo inquisitorio del nuovo re. Doveva occuparsi di dar la caccia alle streghe, insomma. Aveva da tempo capito che la menzogna era l’arma migliore.

Bussò alla porta.

<<Buongiorno signora, ho sentito molto parlare di lei. Sono qui perché ho avuto una tragedia in famiglia.. è venuta a mancare mia moglie.>>

<<Non mi occupo più di queste cose. Entri.>>

 

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postato da araihc alle ore 12:27
domenica, 28 dicembre 2008

In attesa di scrivere un post più serioso...
 
 
.......................ASPETTANDO CAPODANNO..........................
  

 

 
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postato da araihc alle ore 23:04
mercoledì, 10 dicembre 2008

 
Oggi è stata la mia prima volta.
Capisco chi dice che è imbarazzante.
Potrò un giorno capire chi dice che la prima volta non si scorda mai, ma l'ultima è sempre meglio
(almeno a livello di performance)
E' stato difficile.
Molto.
Soprattutto all'inizio, i primissimi momenti.
Mettersi a nudo così, iniziare in maniera molto titubante a fare qualcosa che tutti dicono sia naturale.
Buttarsi.
Sentire dentro di te che stai sbagliando. Sentirselo dire anche da chi è lì con te.
Forse però la situazione non è così tragica come sembrava.
"Devi solo essere meno incerta.. prova a buttarti sul serio ora"
E così mi accorgo che gli sguardi posati su di me non sono schifati ma solo un po' preoccupati.
E se provassi davvero a mettercela tutta?
 
Oggi è stata la mia prima volta.
La prima volta che ho cantato da sola in pubblico.
Qualcuno potrebbe obiettare. Avevo già intonato una canzone durante un monologo teatrale.
Eppure dentro di me sento che questa è stata davvero la prima volta che ho cantato, nel vero senso del termine.
Da sola.
In pubblico.
Un pubblico composto solo da due persone, ma non è questo l'importante.
Anzi, è stato bellissimo proprio per questo.
 
Oggi è stata la mia prima volta.
Ed è stata una delle esperienza più intense della mia vita.
 

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postato da araihc alle ore 23:01
mercoledì, 26 novembre 2008

Non mi sono mai sentita così religiosa come in questo periodo!!!

The first Noel the angel did say
Was to certain poor shepherds in fields as they lay;
In fields where they lay tending their sheep,
On a cold winter’s night that was so deep.
Noel, Noel, Noel, Noel,
Born is the King of Israel.

Oh, meraviglia delle meraviglie!!

Per non parlare poi di quest'altra creazione sublime... Bach e Mozart sono due geni del male :)

 

  
 
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postato da araihc alle ore 11:31
giovedì, 20 novembre 2008

19 Novembre - Biblioteca
 
Per la prima volta nella mia vita, ho vissuto sulla mia pelle un fortissimo desiderio di maternità.
Ho accolto il flusso mestruale con un po' di sollievo e un po' di rimpianto.
Non saprei spiegare razionalmente quello che ho vissuto. Se mi avessero chiesto, a mente lucida, "Vuoi un bambino? Lo vuoi ora?" avrei risposto di no. Eppure sentivo che il mio corpo lo desiderava.
Ho 22 anni. L'età che aveva mia madre quando mi ha concepita. Probabilmente, in quel momento, mi ha passato attraverso il DNA anche il suo orologio biologico.
 
Proprio oggi, inizierò a prendere la pillola.
"Non dovebbe farlo", ha detto l'ematologo, "lei è a rischio".
Ma una gravidanza è ancora più pericolosa, ha continuato, scelga lei.
 
Ho scelto la pillola perchè nessuno vuole prendersi la responsabilità di inserirmi una spirale.
Ho scelto la pillola perchè il preservativo e il diaframma annullano la sessualità.
Ho scelto la pillola perchè se usassi ancora i metodi naturali, tutti i mesi si genererebbe in me lo stesso conflitto interiore che ho appena superato.
E ho scelto la pillola perchè è ancora presto per avere un bambino.
 
Razionalmente lo so. Ma il mio corpo non è d'accordo. 
 

 

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postato da araihc alle ore 23:10
mercoledì, 19 novembre 2008

L
 
Sorpresa?
Lutto?
Incertezza?
Gioia?
Salto nel vuoto?
 
   
 
...avrò fatto bene?
 
Beh, intanto l'ho PRESA.
 
Ai posteri l'ardua sentenza
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postato da araihc alle ore 18:07
lunedì, 03 novembre 2008

Direttamente dai ricordi di Erika... VIVA LA DEMENZIALITA'!!
(Quando ce vo ce vo!)
 
Di seguito troverete un giochino meraviglioso che aveva fatto sbellicare la sottoscritta e la sua amica Erika più di 3 anni fa. Eravamo in un campeggio studentesco in Toscana, ad altissimo tasso alcolico (e non solo). Quel giorno non avevamo toccato nemmeno un goccio di tequila, ma probabilmente l'effetto dell'acqua di mare contaminata fa brutti effetti anche se si è astemi.
 
Non preoccupatevi se non riuscite a seguire il filo, in realtà è proprio perchè.. il racconto non ha un filo logico! Non preoccupatevi nemmeno se non vi fa ridere, è normale e non pregiudica nè la mia salute mentale nè la vostra.
 
Quasi quasi provo a spiegarvi il meccanismo del gioco.. così magari potrete divertirvi coi nipotini!
 
Si gioca in due o più persone, la prima formula una frase e la seconda ha la possibilità di contraddirla, poi ci si scambia il turno. Ovviamente si parte dal c'era una volta e si procede per libere associazioni
 
Esempio:
A) C'era una volta...
B) Una festa!
A) Sì
B) Dove?
A) Nell'oceano?
B) No
A) Nel mare!
B) Sì!
 
Etc etc etc.. capito il meccanismo?!
 
Una volta finito di tessere insieme questo racconto, abbiamo deciso di trascriverlo per lasciare ai posteri qualcosa di noi. Ora è giunto il momento. Spero che l'apprezzerete :)
 
<<C’ era una festa nell’oceano mare in Africa. La festa è nel mare e le donne sono vestite da sirene e gli uomini da triglie. A questo punto muoiono 40 persone.  Queste persone non muoiono subito ma dopo 2 o 3 orette e continuano a festeggiare perché vogliono godersi la vita. C’è solo un sopravissuto, ma è in coma, arriva un ambulanza e lo salva.
 

Domande :

Chi sono queste persone?
Cosa le ha uccise?
Dinamica della strage?  Chi li ha uccisi ?
Movente? Chi è il sopravvissuto?
Sapendo che chi li ha uccisi non voleva ucciderli ma solo farli soffrire, perché sono morti?
Come ricostruiscono i fatti i soccorritori?

Soluzione :

Gli invitati alla festa erano tutti medici che stavano studiando l’ Ebola ed avevano trovato  una cura. Erano in Africa perché volevano rendere pubblica la cura. Un Americano, però, ce l’aveva con questi medici perché avevano utilizzato ai loro scopi cavie umane. Sette di queste cavie erano parenti di questo americano ed erano state ridotte in coma dal virus. Erano state scelte perché incredibilmente grasse.

L’ uomo ha rubato in un centro di ricerca sia la cura sia il virus. E’ arrivato in macchina ad una mongolfiera e ci è salito sopra con la macchina perché nel prendere il virus era stato leggermente contagiato. Però la mongolfiera ha perso quota, si è sbilanciata e la macchina è caduta giù con il tipo.  Il tipo però è stato sbalzato fuori. Nella caduta il virus e la cura si sono mischiati, diventando un arma letale. Perciò sono tutti morti in due orette tranne lui che è caduto in coma perché era forte e grasso come i suoi parenti.  Quando sono arrivati i soccorritori chiamati da gente che era sopraggiunta sulla spiaggia, hanno salvato l’ uomo in coma e non vedendo la macchina si sono dati la spiegazione che si trattasse di un alga velenosa di Genova.

Morale :  Se sei  di Genova è inutile che vai in Africa perché anche lì troverai alghe velenose!>>

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postato da araihc alle ore 11:37
domenica, 02 novembre 2008

...La cosa più triste è che tra 10 anni rischio di non ricordarmi nulla di questo periodo della mia vita...

 Something has left my life,
And I don't know where it went to
Somebody caused me strife,
And it's not what I was seeking.

Didn't you see me, didn't you hear me ?
Didn't you see me standing there
Why did you turn out the lights ?
Did you know that I was sleeping ?

Say a prayer for me,
Help me to feel the strenght, I did.
My identity, has it been taken ?
Is my heart breakin' on me ?

All my plans fell thought my hands,
They fell thought my hands on me.
All my dreams it suddenly seems,
It suddenly seems

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